La gravidanza della gatta

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Bellissimo pancino di una gatta incinta

Quali sono le cose da sapere assolutamente sulla gravidanza della gatta?

Quanto dura la gravidanza della gatta?

Quali sono le cose da fare e soprattutto quelle da non fare?

Se non siete allevatori di una specifica razza felina per i quali la riproduzione è necessaria alla vostra attività per la continuazione di una razza con il pedigree, ma soprattutto se la vostra gatta di casa ama girovagare all’aperto, la sterilizzazione è una pratica caldamente consigliata (ho intenzione di parlarne in un nuovo articolo), soprattutto per evitare l’affollamento delle colonie feline randagie e il sovrappopolamento dei gattili.

Tuttavia, se non avete fatto in tempo a sterilizzare la gatta di casa o se vi trovate a dover accudire una gatta randagia, può capitare di ritrovarsi con una gatta incinta.

Cosa bisogna sapere e cosa è necessario fare durante la gravidanza della gatta?

La gravidanza della gatta dura in media nove settimane, ossia circa 65 giorni, ed i gattini nascono normalmente tra i 63 ed i 69 giorni dall’accoppiamento, termine che se viene superato è quasi sempre indice di qualche problema. Spesso, però, non è così facile stabilire il momento esatto in cui la gatta si è accoppiata, soprattutto se si tratta di un felino abituato ad uscire ed entrare in casa tutti i giorni. In questi casi, inizialmente e prima di contattare il vostro veterinario, può essere utile accorgersi di qualche comportamento poco usuale, di notare qualche campanello d’allarme che vi può far sospettare che sia incinta, come ad esempio:

  • miagola più spesso
  • tende ad isolarsi o dormire più a lungo
  • mangia meno del solito (inappetenza)
  • fa molto più spesso le fusa
  • ha nausee o vomito
  • cammina ansimando
  • diventa irrequieta senza motivo
  • ha perdite di sangue

Subito dopo che vi sarete accertati che la gatta è in gravidanza, magari anche dopo aver avuto la conferma del veterinario, cominciano ad apparire altri segnali inequivocabili che bisognerebbe tenere sotto osservazione; ad esempio i capezzoli della gatta si ingrossano e diventano più rosei e la pancia inizia a gonfiarsi (ci vogliono circa due settimane per apprezzare la rotondità del ventre), per cui sarà meglio non prenderla frequentemente in braccio per evitare, anche involontariamente, di fare del male a mamma gatta ed ai gattini.

risPETtiamoli shutterstock_266863694-300x200 La gravidanza della gatta Mondo Gatto
mamma gatta si rilassa

 

Spesso succede che, a causa dell’aumentato fabbisogno energetico, la gatta desideri mangiare più del solito; in questo caso sarebbe meglio non somministrare semplicemente più cibo sovraccaricando l’apporto calorico magari in maniera sbilanciata, ma di preferire l’aggiunta di integratori e vitamine, concordandolo con il vostro veterinario.

A seconda del carattere della gatta potreste trovarvi di fronte ad una gatta affettuosa che, in stato interessante, può diventare ancora più affettuosa e coccolona, tanto da reclamare carezze continuamente o seguire il padrone ad ogni spostamento; così come invece una gatta più schiva e solitaria può diventare ancora meno desiderosa di relazioni sociali e tendere a nascondersi dappertutto. Non è affatto escluso che in alcune gatte incinta, alcuni consueti comportamenti diventino esattamente l’opposto: ossia gatte normalmente affettuose di colpo diventano asociali e viceversa. Non preoccupatevi è la conseguenza dello squilibrio ormonale che sta attraversando la gatta e pertanto è assolutamente indispensabile rispettare ed assecondare i suoi bisogni.

Più o meno una settimana prima del parto la gatta farà, sempre più spesso, dei lunghi e strani miagolii, si leccherà spesso i genitali, sarà abbastanza ansiosa ed irrequieta e andrà alla ricerca del posto migliore per partorire.

Fate dunque attenzione, perchè la gatta quasi certamente cercherà di partorire all’interno dell’armadio, in un cassetto, vicino ad una coperta o sul divano: predisponete in tempo utile una cassetta o uno scatolone dai bordi alti e metteteci dentro dei panni, o cuscinetti , o una coperta o un asciugamano pulito che butterete e cambierete con materiale fresco e pulito non appena il parto sarà terminato.

E’ importante che la scatola abbia i bordi alti perchè questo consente alla gatta di sentirsi protetta ed al sicuro, e ci rimarrà anche dopo che avrà dato alla luce i suoi gattini; questa scatola va posizionata in un angolo tranquillo e appartato ma non del tutto isolato della vostra casa.

Quando arriva il momento del parto, che può durare dalle 4 alle 16 ore, la gatta normalmente è abbastanza autonoma. Se ne va da sola nella cuccetta che gli avete preparato, comincia a leccarsi insistentemente i genitali, si agita, miagola, fa le fusa, si mette sdraiata su un lato e da inizio alla fase del travaglio, con le contrazioni, e all’espulsione dei gattini, uno alla volta. Ad ogni gattino nato, mamma gatta lacera il sacchettino che lo contiene, taglia con i denti il cordone ombelicale, mangia la placenta ed inizia a pulire il nuovo nato fino alla nascita del secondo e così via. Se tutto va nel migliore dei modi, l’ultima cosa a cui fare davvero attenzione è che la gatta espella anche tutta la placenta, visto che la mancata espulsione può portare ad infezioni e setticemia.

Io ho avuto quattro gatte e tutte hanno partorito due volte mettendo al mondo 4/5 gattini ciascuna ogni volta. Sono sempre state tutte bravissime, hanno fatto tutto da sole anche se hanno sempre richiesto e preteso la mia presenza vicino allo scatolone del parto: in pratica non potevo nè muovermi nè allontanarmi, altrimenti la gatta miagolava disperata o mi seguiva dovunque andassi. Solo Isotta, la gatta a squame di tartaruga  leggi qui , ha avuto due parti molto difficili e complicati.

La prima volta ha partorito quattro micini, nati tutti podalici, ossia dalle zampe, e purtroppo sono tutti morti senza che io potessi far nulla; la seconda volta aveva ancora tante difficoltà nel far nascere i piccoli ed io, con guanti e mascherina, proprio come un chirurgo, sono dovuta intervenire personalmente per aiutarla a partorire.

Con l’aiuto del mio veterinario in contatto telefonico, le spingevo delicatamente i lati della pancia per simulare le contrazioni, ho letteralmente tirato fuori, con estrema delicatezza, i sacchettini che contenevano i mici, che ho forato facendo tantissima attenzione al micino, ho tagliato il cordone ombelicale con delle forbicine sterilizzate, lasciandole solo il compito di ripulirli dalla testa alle zampe. Questa seconda volta è andata un pò meglio, sono nati tre gattini, ma mamma Isotta evidentemente non aveva molto sviluppato il suo senso di maternità, per cui, purtroppo dopo solamente qualche giorno, sono morti anche questi micini, tranne uno che ho letteralmente salvato, allattato e curato e che poi ho regalato ad un’amica.

Tuttavia, se non siete esperti e non volete combinare qualche guaio soprattutto se il parto non procede come dovrebbe o insorgono segni di stanchezza o altri problemi della mamma gatta o ancora se dovessero nascere dei gattini con malformazioni o altri problemi, portate o chiamate immediatamente il veterinario, l’unico in grado di fronteggiare in maniera professionale la situazione e di ridurre al minimo i rischi per i gattini e per mamma gatta.

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Finalmente è tutto finito