FELV: la leucemia del gatto

risPETtiamoli feline-leukemia-virus-felv-1-638 FELV: la leucemia del gatto Le malattie feline
FELV Leucemia del gatto

La FELV (Feline Leukemia Virus) o leucemia felina è una delle principali malattie infettive e contagiose dei gatti,  ad oggi è incurabile ed è anche una tra le principali cause di morte fra i mici.

Si tratta di una malattia virale che attacca il sistema immunitario del gatto provocando una forte riduzione dei globuli bianchi, rendendolo incapace di difendersi dalle infezioni ed esponendolo, purtroppo, a tumori e ad altre malattie mortali. E’ caratterizzata da un periodo di incubazione molto lungo che può variare dai tre ai trentasei mesi. Può essere:

  • TRANSITORIA, quando si tratta di una leggera infezione che il gatto contrae e che il suo sistema immunitario riesce a sconfiggere, con l’ausilio dei medicinali giusti, nel giro di un paio di mesi;
  • DORMIENTE, quando il gatto è positivo al virus ma in realtà non manifesta alcun sintomo;
  • CONCLAMATA, quando la leucemia è stata riscontrata attraverso i test specifici ed il gatto accusa molti sintomi.

Purtroppo la FELV può colpire qualsiasi gatto, ma in particolare i micetti che hanno circa 8/9 settimane di vita in quanto il sistema immunitario non è abbastanza sviluppato, i gatti che vivono in gruppi numerosi come le colonie o nei gattili, i gatti randagi e che vivono all’aperto. Un gatto cresciuto e che vive in casa da solo ovviamente ha meno possibilità di contrarre la malattia.

Questa patologia si trasmette da gatto a gatto attraverso il contatto diretto con tutti i liquidi corporei quindi saliva, sangue, secrezioni seminali, urine, feci, secrezioni nasali e lacrimali, quindi ossia durante l’accoppiamento, con i morsi, con la pulizia reciproca, con l’utilizzo comune delle ciotole per mangiare e bere, con l’uso comune della lettiera, dalla mamma ai propri cuccioli durante il parto e l’allattamento. NON E’ ASSOLUTAMENTE TRASMISSIBILE ALL’UOMO NE’ ALLE ALTRE SPECIE ANIMALI (es. cani, conigli, pappagalli ecc.)

L’unica maniera per scoprire se il proprio gatto ha contratto la FELV è l’esame di laboratorio, ossia un test chiamato ELISA.

Si tratta di un prelievo di sangue tramite il quale il gatto risulterà positivo o negativo al virus della malattia. In caso positivo è necessario sottoporre il campione prelevato al test IFA o PCR per avere la conferma definitiva.

Se invece il test Elisa è negativo, ma di sospetto contagio, è necessario ripetere il test dopo alcuni mesi per escludere completamente la presenza del virus e quindi della malattia. In questo caso, ossia di gatto negativo al test, si consiglia di sottoporre il gatto ad un vaccino di prevenzione specifico che tutelerà il gatto al 95%, soprattutto de convive a contatto con altri gatti malati di FELV. Il vaccino consiste nell’effettuare, la prima volta, due iniezioni a distanza di tre settimane l’una dall’altra per poi fare un richiamo all’anno per garantire una protezione costante.

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Gatto e prelievo

Come già detto non esistono cure in grado di combattere e sconfiggere la FELV, ma è possibile aiutare il gatto malato a vivere una vita assolutamente tranquilla e serena per tutto il tempo che gli resta da vivere, aiutandolo a alleviare i sintomi, curandolo con farmaci antiretrovirali o prodotti chemioterapici o anche con l’interferone, che però è purtroppo un farmaco molto molto costoso.

Sarà il veterinario a consigliarvi le cure più appropriate rispetto al vostro gatto, ai sintomi che accusa, allo stadio della malattia, all’età del vostro gatto e a tutte le altre situazioni contingenti.

Come forse sapete io stessa ho due gatti risultati positivi al test della FELV: Lucy, la gatta nera di otto anni è risultata positiva al test ELISA ma, per fortuna, non accusa nessun sintomo, mentre Gino, suo figlio di cinque anni, ha già manifestato alcuni sintomi della malattia. L’ho portato al veterinario perchè aveva una brutta scialorrea, ossia una eccessiva produzione di saliva, con una forte stomatite, infiammazione delle mucose orali. Inizialmente avevamo pensato che il gatto avesse ingerito sostanze irritanti o addirittura che fosse stato avvelenato, ma quando, nonostante i medicinali specifici, la situazione non migliorava affatto, abbiamo deciso di sottoporre il gatto al test per le malattie virali, con i risultati che vi ho appena detto.

Ho curato i sintomi, ad oggi completamente spariti, con antiinfiammatori, antibiotici e iniezioni di cortisone. D’accordo con il mio veterinario sto ancora cercando di aiutarlo a combattere quanto più possibile la malattia, e dunque a posticipare quanto più tardi possibile il manifestarsi di ulteriori e peggiori malattie come il tumore, somministrandogli una sorta di stimolatore del suo sistema immunitario. Ad oggi Gino sta molto molto meglio.

Vi raccomando, come al solito, di rivolgervi subito al vostro veterinario di fiducia, soprattutto se avete dubbi o sospetti che il vostro gatto possa aver contratto la malattia e condividete con lui la strada da percorrere per curare ed alleviare tutti i sintomi ed il decorso di questa brutta malattia felina.

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Lucy positiva al test ELISA