Ci separiamo: che fine fa Fido?

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Tutelate i suoi diritti, oltre i vostri

Cosa succede agli animali domestici in caso di separazione o divorzio di una coppia?

In Italia quasi una famiglia su due convive almeno con un animale domestico e sempre più, nella vita quotidiana, vi sono casi di separazione fra coniugi, nei quali cani, gatti ed altri pet o animali domestici diventano oggetto del contendere, in un quadro normativo che a tutt’oggi è ancora carente. Mentre alcuni paesi come l’Austria o la Germania hanno recepito il pieno disposto dell’art. 13 del Trattato di Lisbona, volto a tutelare gli animali ed il loro benessere, sul presupposto fondamentale che siano esseri senzienti e che anch’essi possano risentire delle separazioni familiari, da noi, in Italia siamo fermi ad una proposta di modifica dell’art. 155 del codice civile, modifica proposta nel 2013 dalla parlamentare Michela Brambilla.

Questa proposta riguarda l’affido degli animali domestici e stabilirebbe che “in caso di separazione di coniugi proprietari di un animale da affezione, il tribunale, in mancanza di accordo fra le parti, attribuisce l’affido esclusivo o condiviso dell’animale alla parte in grado di garantirne il maggior benessere“. Ma a tutt’oggi è ferma in Parlamento.

Molti giudici, in caso di mancato accordo fra le parti, seguono la via dell’affidamento congiunto e della condivisione delle spese, esattamente come si farebbe per i figli; questo perchè finalmente si comincia a considerare gli animali domestici non come oggetti ma come esseri viventi aventi una soggettività giuridica, degli esseri senzienti con relazioni di affettività con e verso le persone; prima infatti i pet venivano semplicemente affidati ai canili o ai gattili, senza tener in considerazione nessuna implicazione di carattere affettivo.

Quindi, a tal riguardo, è utile sapere che, dal punto di vista giuridico, l’animale domestico può essere oggetto di un accordo di separazione fra coniugi e quindi risultare nella classica separazione dei beni tra gli ex-coniugi. Ma è bene ricordare che l’animale domestico non è una cosa, da trattare alla stessa stregua della casa o del mobile, è un essere vivente, dotato di diritti  vedi La carta dei diritti degli animali ed è quindi assolutamente giusto decidere al meglio circa la sua collocazione ed il suo mantenimento. Va anche ricordato che la violazione di un accordo di separazione comporta una responsabilità e la parte danneggiata, o presunta tale, può presentare un’azione legale circa l’adempimento degli accordi stipulati , senza escludere la richiesta di risarcimento danni.

In poche e semplici parole, voglio dire che in caso di separazione o di divorzio, è possibile disciplinare l’affido e il mantenimento del vostro cane o del vostro gatto mediante un accordo scritto proprio in sede di separazione, mentre nel momento in cui non ci sia un accordo con il vostro ex- , sarà il giudice a valutare cosa sia meglio per il vostro animale domestico, sempre che la questione sia resa pubblica in sede di dibattimento.

Ritengo pertanto molto utile e funzionale trovare un accordo fra le parti in caso di separazione: tuttavia mi rendo perfettamente conto di quanto sia difficile e complicato riuscire a disciplinare tante situazioni in un momento così difficile e conflittuale come il momento della separazione.

Sono divorziata anche io e nonostante la drammaticità del momento vissuto, ho avuto la fortuna di non dovermi occupare anche del collocamento dei miei animali domestici. All’epoca avevo un cane e due gatti, ma ho dato per scontato (e indirettamente il mio ex-marito era evidentemente e perfettamente d’accordo con me), che avendo ottenuto l’assegnazione della casa familiare, in quanto mio figlio piccolo era ancora minorenne, gli animali domestici presenti in casa sarebbero rimasti con me e che mi sarei occupata io del loro mantenimento. Inoltre non ho mai ostacolato i loro incontri e tutte le volte che il mio ex aveva la voglia di stare un pò con loro o di portare il cane a passeggio, non mi sono mai opposta.

Tuttavia mi ritengo fortunata, da questo punto di vista, e per questo vi consiglio invece, in caso di accordo, di disciplinare il contendere il più dettagliatamente possibile, di esplicitare le richieste , di far valere e difendere i diritti dei vostri amici animali, ed in caso di disaccordo, di mettere il giudice nelle condizioni di poter decidere per il benessere del vostro animale, benessere che deve essere la vostra prima preoccupazione..

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Decidere secondo i diritti è un bene per tutti